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I primi anime in Italia, da Barbapapà a Goldrake
Quali sono stati i primi anime trasmessi in Italia: Barbapapà, Vicky, Kimba, Heidi e Goldrake tra Rai e televisioni locali, con date e canali dal 1976.
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La prima serie anime giapponese trasmessa dalla televisione italiana è Barbapapà, in onda sulla Rete 2 Rai dal 13 gennaio 1976. Nello stesso anno arriva Vicky il vichingo sulla Rete 1, nel 1977 Kimba il leone bianco apre la strada alle televisioni locali e nel 1978 Heidi e Atlas UFO Robot, cioè Goldrake, trasformano i cartoni giapponesi in un fenomeno di massa. Qui trovi date, canali e passaggi che spiegano come è nata quella stagione e perché i tuoi ricordi la mescolano.
Qual è stato il primo anime trasmesso in Italia?
Se cerchi una data sola, la risposta è il 13 gennaio 1976. Quel giorno la Rete 2 Rai comincia a trasmettere Barbapapà, che la televisione svizzera in lingua italiana mandava già in onda dal 15 settembre 1975. La serie animata del 1974 nasce da una coproduzione tra la società olandese Polyscope, la K&S e lo studio giapponese Topcraft, e arriva in Italia prima ancora di essere trasmessa in Giappone. Le ricostruzioni storiche la indicano come la prima serie anime giapponese trasmessa nel paese.
Il 4 maggio 1976 tocca a Vicky il vichingo, presentato sulla Rete 1 con il titolo Viki il vichingo. È un primo blocco di nove episodi, trasmessi il martedì pomeriggio fino al 9 giugno e replicati sulla Rete 2 dal gennaio successivo. L'edizione italiana parte da quella tedesca distribuita da Beta Film, segno che le prime serie passavano spesso dal mercato europeo prima di arrivare in Italia. Il nome stesso cambia nel tempo: Viki sulla Rai, Vickie sulle emittenti locali, Vicky su Canale 5 e nelle edizioni home video.
Cosa arrivava prima della televisione
Prima delle serie, l'animazione giapponese passa per le sale. Il primo film anime uscito nei cinema italiani è Le 13 fatiche di Ercolino, titolo originale Saiyuki, nel 1962. Seguono Le meravigliose avventure di Simbad nel 1964, Le meravigliose favole di Andersen nel 1968, Il gatto con gli stivali nel 1969 e Leo il re della giungla nel 1972, un film di montaggio ricavato dalla serie di Kimba. Erano proiezioni da matinée domenicale, a volte presentate come prodotti americani. Il primo film d'animazione giapponese passato in televisione è La leggenda del serpente bianco, trasmesso dal Secondo Programma Rai nel 1970.
Questo passaggio ti aiuta a capire perché certi ricordi si confondono. Chi ha visto un film di montaggio al cinema e poi la serie in televisione conserva due versioni della stessa storia, con titoli, durate e nomi che non coincidono. Accade anche con Heidi, che in Italia viene rimontata in tre lungometraggi usciti nelle sale tra il 1978 e il 1979.
Perché il 1978 è l'anno di Heidi e Goldrake?
Il 1978 concentra due debutti che cambiano la scala del fenomeno. Il 7 febbraio la Rete 1 avvia Heidi, serie del 1974 prodotta dallo studio Zuiyo Eizo e diretta da Isao Takahata, in onda il martedì, il mercoledì e il giovedì pomeriggio fino al 2 giugno. Anche qui l'edizione italiana parte dalla versione tedesca, con la musica di Gert Wilden al posto di quella di Takeo Watanabe. Il 45 giri della sigla cantata da Elisabetta Viviani supera il milione di copie vendute.
Il 4 aprile 1978, alle 18:45, la Rete 2 trasmette il primo episodio di Atlas UFO Robot dentro il contenitore serale Buonasera con... La puntata è introdotta dall'annunciatrice Maria Giovanna Elmi, che spiega al pubblico le caratteristiche della fantascienza giapponese: è la prima serie robotica giapponese trasmessa in Italia. Il pubblico finisce per chiamarla Goldrake, dal nome del robot. La Rai la divide in tre blocchi tra l'aprile 1978 e il gennaio 1980 e trasmette 71 episodi su 74, mentre le sigle italiane finiscono tra i singoli più venduti dell'anno. Per collocare Goldrake tra i suoi simili, la scheda sui super robot e real robot degli anni Settanta ricostruisce il passaggio dai robot di Mazinger Z a quelli di Gundam.
Che ruolo hanno avuto le televisioni locali?
Le emittenti private, liberalizzate nel 1976, diventano presto il secondo canale d'ingresso degli anime. La prima serie passata sulle televisioni locali è Kimba il leone bianco di Osamu Tezuka, in onda dal 30 luglio 1977: l'adattamento parte dalla versione americana della NBC e all'inizio vengono trasmessi solo 13 episodi in ordine sparso. Il Grande Mazinga circola sulle emittenti locali dal 1979, e il 2 marzo 1980 Candy Candy debutta in contemporanea su diverse stazioni con un primo blocco di 65 episodi.
Il volume è la cifra di quegli anni. Tra la fine dei Settanta e l'inizio degli Ottanta vengono acquistate oltre cento serie, sia dalla Rai sia dalle emittenti private, probabilmente come in nessun altro paese occidentale. In Giappone una serie usciva una volta alla settimana, in Italia andava in onda ogni giorno: in pochi anni il pubblico italiano consuma una produzione accumulata in decenni. Per questo arrivano negli stessi anni serie nate a più di dieci anni di distanza: Kimba è del 1965, Goldrake del 1975, e chi le guardava non aveva alcun indizio sulla loro età.
| Serie | Anno di produzione | Prima visione italiana | Canale |
|---|---|---|---|
| Barbapapà | 1974 | 13 gennaio 1976 | Rete 2 Rai |
| Vicky il vichingo | 1974 | 4 maggio 1976 | Rete 1 Rai |
| Kimba il leone bianco | 1965 | 30 luglio 1977 | Televisioni locali |
| Heidi | 1974 | 7 febbraio 1978 | Rete 1 Rai |
| Atlas UFO Robot (Goldrake) | 1975 | 4 aprile 1978 | Rete 2 Rai |
| Il Grande Mazinga | 1974 | 1979 | Televisioni locali |
| Mazinga Z | 1972 | 21 gennaio 1980 | Rete 1 Rai |
| Candy Candy | 1976 | 2 marzo 1980 | Televisioni locali |
| Lady Oscar | 1979 | 1º marzo 1982 | Italia 1 |
Perché Mazinga Z è arrivato dopo Goldrake?
In Giappone l'ordine è chiaro: Mazinga Z dal dicembre 1972, Il Grande Mazinga dal settembre 1974, Goldrake dall'ottobre 1975. In Italia la sequenza si rovescia. Mazinga Z arriva sulla Rete 1 il 21 gennaio 1980, quando le due serie successive erano già state trasmesse. In quel primo passaggio vanno in onda 51 episodi sui 92 totali, con salti nella numerazione e scene tagliate all'interno delle puntate. Il caso spiega perché tanti spettatori hanno conosciuto gli stessi personaggi con nomi diversi: Koji Kabuto diventa Rio in Mazinga Z e Alcor in Goldrake, dove quasi tutti i nomi italiani vengono ripresi dall'adattamento francese.
Come si passa dalla Rai ai canali Fininvest?
Il successo porta anche le prime polemiche. Il 7 gennaio 1979 il deputato Silverio Corvisieri, membro della Commissione di Vigilanza Rai, pubblica su la Repubblica un articolo molto critico intitolato Un ministero per Goldrake. La serie non viene interrotta e la sua popolarità continua a crescere. Intanto Lady Oscar debutta su Italia 1 il primo marzo 1982 e dal 1990 viene riproposta con il titolo Una spada per Lady Oscar. Dalla metà degli anni Ottanta una campagna di demonizzazione degli anime spinge la Rai a importare sempre meno serie, e per oltre un decennio le novità arrivano quasi solo dal gruppo Fininvest. Fininvest punta su serie per bambini in età scolare e su titoli shojo, mentre i pochi shonen finiscono sui circuiti locali collegati al gruppo, come Italia 7 e Odeon TV. La storia di Candy Candy è raccontata nella scheda sullo shojo arrivato in Italia negli anni Ottanta.
Già dalla fine degli anni Settanta nasce un fenomeno tutto italiano, quello delle sigle. Le canzoni originali giapponesi vengono molto spesso sostituite da brani scritti in italiano, spesso da musicisti come Vince Tempera o dal gruppo I Cavalieri del Re, e tra gli anni Ottanta e Novanta Fininvest affida quasi tutte le sigle a Cristina D'Avena e Giorgio Vanni. Le voci dei personaggi seguono un percorso parallelo, che ritrovi nella scheda su come si doppia un anime in italiano, dalla sala di registrazione alla scrittura dei dialoghi.
Come ritrovi una serie che hai visto da bambino
Parti dal canale e dall'anno, non solo dal titolo. Una serie vista sulla Rai in prima visione e una replicata su un'emittente locale possono avere titoli, sigle e perfino doppiaggi diversi: Kimba, per esempio, ha episodi doppiati nel 1977 e altri doppiati nel 1982 con un cast diverso. Poi controlla se il tuo ricordo viene da un film di montaggio uscito al cinema, come quelli di Heidi, o da un passaggio parziale, come i primi 51 episodi di Mazinga Z. Infine tieni separati i titoli d'epoca da quelli delle edizioni successive: Atlas UFO Robot e Goldrake sono la stessa serie, come Lady Oscar e Una spada per Lady Oscar.
Per verificare una data prima di citarla, la voce Anime in Italia di Wikipedia raccoglie questa cronologia con i rimandi al Radiocorriere e ai saggi di Marco Pellitteri, mentre le singole voci delle serie riportano canale e giorno della prima visione italiana.
Domande frequenti
Qual è il primo anime trasmesso in Italia?
È Barbapapà, in onda sulla Rete 2 Rai dal 13 gennaio 1976, dopo il passaggio sulla televisione svizzera in lingua italiana dal 15 settembre 1975. Tra i film, il primo anime uscito nelle sale italiane è Le 13 fatiche di Ercolino, nel 1962.
Quando è andato in onda Goldrake per la prima volta in Italia?
Il 4 aprile 1978 alle 18:45 sulla Rete 2, con il titolo Atlas UFO Robot, all'interno del programma Buonasera con... La Rai ha trasmesso 71 dei 74 episodi in tre blocchi, l'ultimo concluso nel gennaio 1980.
Perché in Italia sono arrivati così tanti anime tra anni Settanta e Ottanta?
Alla Rai si aggiungono come acquirenti le emittenti private liberalizzate nel 1976, e la programmazione quotidiana consuma gli episodi molto più in fretta che in Giappone, dove le serie erano settimanali. Tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta vengono acquistate oltre cento serie.


