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Fermo ImmagineLa memoria degli anime e dei manga che ci hanno formati

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OAV e OVA storia dei capolavori anni Ottanta

Spiega che cosa sono gli OAV tra produzione home video e libertà creativa con titoli chiave dagli anni Ottanta ai Novanta e contesto produttivo giapponese.

Generi linguaggi e storiaScheda

Gli OAV ti permettono di capire come l'anime è uscito dalla TV senza passare dal cinema. Qui impari che cosa li distingue, come nascevano per il mercato home video e quali titoli mostrano le loro funzioni.

La sigla OVA indica original video animation e compare anche nella forma OAV, cioè original animation video. Si tratta di film e di episodi speciali giapponesi pensati per l'uscita nei formati home video, senza un passaggio precedente in televisione o al cinema, anche se la prima parte di una serie può essere trasmessa per motivi promozionali. I titoli sono usciti prima in VHS, poi su LaserDisc e infine in DVD, mentre dal 2008 la sigla OAD indica le uscite in DVD allegate al manga di origine.

Scaffale di videocassette con custodie colorate in un negozio di noleggio anni ottanta
Materiali di lavoro della sezione generi e storia.

Cosa distingue un OAV da una serie in TV

Se guardi un anime in TV ti abitui a una cadenza settimanale e a una durata abbastanza stabile. Con un OAV la cornice cambia, perché il prodotto nasce per essere comprato o noleggiato e non per riempire un palinsesto. Come gli anime televisivi, anche gli OAV sono divisi in episodi, ma ogni supporto, nastro, laserdisc o DVD, contiene di solito un solo episodio. La durata varia da titolo a titolo e può andare da pochi minuti a due ore o più, mentre una serie in OAV può contare un solo episodio oppure decine di episodi.

Questa libertà di durata spiega perché la definizione non dipende dal genere o dal pubblico. Un OAV può essere un racconto chiuso, una storia in più parti o un episodio speciale legato a una serie esistente. Tu puoi riconoscerlo dal percorso, perché non cerca prima il passaggio televisivo o cinematografico, ma vive nel catalogo home video. Per orientarti nel linguaggio di base puoi rileggere le differenze tra anime e cartoni animati con gli occhi di chi guarda il supporto e non solo lo schermo.

Perché il videoregistratore ha cambiato le regole

Gli OAV nascono nei primi anni Ottanta, quando il videoregistratore entra nelle case giapponesi e l'industria dell'animazione cresce. La domanda di anime diventa così forte che i consumatori vanno nei negozi di video per comprare animazione nuova direttamente. Negli Stati Uniti l'espressione direct-to-video era usata con un valore negativo, per opere che non arrivavano in televisione o al cinema, mentre in Giappone l'uscita diretta per il video diventa una pratica normale.

Per te che guardi oggi quegli anni a distanza, il punto è il ribaltamento del giudizio. L'assenza dalla TV non segnala uno scarto, ma un altro canale produttivo e commerciale. Il noleggio e la vendita permettono di proporre titoli senza chiedere spazio a una rete, e questo apre margini diversi per durata, temi e serialità. La libertà non è astratta, deriva dal fatto che il nastro si paga a parte e non deve tenere insieme un pubblico generalista nello stesso orario.

Quali furono i primi titoli annunciati come OAV

Il primo tentativo noto è The Green Cat del 1983, che però non può contare come primo OAV perché non risulta che la VHS sia stata resa disponibile subito e la serie resta incompleta. Il primo OAV presentato come tale è Dallos del 1983, pubblicato da Bandai. Le altre società colgono in fretta l'idea e tra la metà e la fine degli anni Ottanta il mercato si riempie di OAV, in gran parte titoli nuovi e autonomi.

Tu puoi leggere questa fase come un periodo di prova del formato. Non esiste ancora una formula fissa, quindi ogni uscita verifica se il pubblico è disposto a pagare per un episodio singolo e se il noleggio sostiene una continuazione. Dallos fissa il precedente commerciale, The Green Cat mostra invece i limiti di un progetto che resta incompiuto e senza una distribuzione immediata chiara. Da qui nasce l'OAV anni Ottanta come oggetto da scaffale prima che come capitolo di una saga.

Come funzionava la produzione durante la bolla economica

Durante la bolla economica giapponese le società di produzione decidono con facilità di realizzare un OAV in una o due parti negli anni Ottanta. Pagano gli studi di animazione, che creano in fretta l'OAV destinato ai negozi di noleggio. Se le vendite fanno pensare che una serie più lunga sia sostenibile, le reti televisive pagano gran parte dei costi di produzione dell'intera serie. La pagina che raccoglie la definizione di original video animation colloca questo meccanismo tra noleggio, vendite e passaggio eventuale alla TV.

Per te è utile capire la sequenza economica più che i nomi dei dirigenti. Prima viene il test rapido in home video, poi, solo in caso di risposta del pubblico, arriva l'investimento televisivo più pesante. Questo spiega perché molti OAV di quegli anni sono autonomi, perché durano poco e perché non cercano subito decine di episodi. Il rischio resta contenuto sul noleggio, mentre la serie lunga nasce quando esiste già una prova di interesse misurata sulle vendite.

Perché negli anni Novanta gli OAV rallentano

Quando l'economia giapponese peggiora negli anni Novanta, la creazione di nuovi titoli in OAV rallenta. La produzione continua ma con numeri minori. Molte serie TV passano a 13 episodi invece dei tradizionali 26 episodi a stagione, e gli studi preparano spesso i titoli nuovi per la TV quando si avvicinano a quelle durate. In più cresce la diffusione delle reti via cavo e via satellite, con una censura di solito meno rigida, e il pubblico può vedere in trasmissione diretta molti titoli nuovi.

Di conseguenza molte serie violente e audaci diventano serie TV regolari, mentre prima sarebbero state OAV. In questo periodo gran parte del contenuto in OAV resta legato a titoli esistenti e affermati. Tu puoi leggere il cambiamento come uno spostamento di confine, perché la TV via cavo accoglie ciò che la TV generalista non trasmetteva. Per il contesto italiano di quegli sguardi e di quei passaggi puoi confrontare il racconto sul doppiaggio ed edizioni italiane e chiederti che cosa arrivava davvero al pubblico.

A cosa serve un OAV quando esiste già una serie

Un OAV può anche nascere dopo, come seguito, storia laterale, raccolta di video musicali o episodio bonus che continua serie o film esistenti. Gli esempi citati sono Hellsing Ultimate, Rurouni Kenshin: Trust e Betrayal e Tenchi Muyo! Ryo-Ohki. Altri OAV escono come pezzi autonomi oppure come compilazioni o film legati a franchise in corso, come Thus Spoke Rohan Kishibe, Mobile Suit Gundam: The Origin o Hyperdimension Neptunia: The Animation. Alcuni titoli nascono prima come OAV e poi crescono fino a diventare serie TV o film, come Little Witch Academia, Tenchi Muyo! e Gunbuster.

Esiste poi un uso preciso legato alla chiusura del racconto. Alcuni OAV tratti da serie TV, soprattutto da manga, danno una conclusione alla trama che mancava nella serie di origine per limiti di budget o di tempo nella trasmissione. L'esempio citato è Black Lagoon: Roberta's Blood Trail. Se hai visto una serie che si interrompe senza sciogliere i nodi, puoi cercare se esiste un OAV conclusivo e verificare durata, formato e collocazione rispetto agli episodi televisivi.

Chi comprava gli anime in DVD

Il pubblico degli OAV in Giappone è in maggioranza maschile. Bandai Visual dichiara in un comunicato del 2004 che circa il 50 per cento dei clienti che avevano comprato i suoi DVD di anime rientrava nella fascia degli uomini tra 25 e 40 anni, con solo il 13 per cento di acquirenti donne di ogni età. Anche Nikkei Business Publications dichiara in un comunicato che ad acquistare i DVD di anime erano soprattutto adulti tra 25 e 40 anni.

Questi numeri ti aiutano a capire perché certi formati insistono su episodi singoli e su generi mirati. Un acquirente adulto che compra o noleggia sceglie in modo diverso da chi guarda un palinsesto gratuito, e la produzione può calibrare durata e contenuti su una spesa precisa. Dal 2000 in poi emerge anche una nuova tendenza, con produttori che pubblicano molte serie TV senza trasmettere normalmente tutti gli episodi, ma rendendo alcuni episodi disponibili nell'edizione in DVD della serie.

Cosa trovi nella voce da consultare

La voce su original video animation è una pagina di inquadramento che spiega il formato, i supporti e la storia dagli anni Ottanta agli anni Duemila. Vi trovi la distinzione tra uscita home video e passaggio in TV o al cinema, le note su durata ed episodi, gli esempi di titoli nati come OAV e gli esempi di seguiti e storie laterali. Vi trovi anche i dati sul pubblico dei DVD e il racconto del rallentamento degli anni Novanta. Puoi aprire la voce e confrontare sigle, formati ed esempi con gli anime che hai in collezione in VHS, LaserDisc o DVD.

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