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Termini legati all'erotismo giapponese







Erotismo Giapponese

Esistono numerosi termini legati alle sfere più piccanti dell'immaginario nipponico. Alcuni dei termini più comuni sono già stati ampiamente descritti in altre aree del nostro sito, come ad esempio, il più comune e conosciuto tra tutti, ovvero l'hentai. Tale termine, però, unito alla parola Ecchi o alla parola Yaoi o Yuri (omosessuale), sono parole certamente adatte a questo immaginario, ma certamente sono relegate a produzioni tipo fumetti o cartoni animati. Occasionalmente, però, specie nelle produzioni più mature, si fa ricorso a termini che investono non solo la sfera fantastica, ma anche quella reale giapponese. In un certo senso, quindi, le parole che adesso analizzeremo sono legate alla cultura orientale vera e propria!

Per prima cosa abbiamo il termine Joseito che quasi certamente lo avrete potuto sentire, anche se in maniera non molto frequente, in tutti quei cartoni animati in cui ci sono tantissime studentesse delle scuole medie o del liceo. Come forse molti di voi sapranno, in Giappone non si va quasi mai a scuola con i vestiti di tutti i giorni (i casi in cui questo accade sono estremamente rari – vedi Curiosando tra i Cortili del Cuore dove i protagonisti frequentavano un liceo artistico nuovo di zecca che permetteva loro di usare abiti in borghese), ma con delle divise. Sicuramente per il fatto che il Giappone è un'isola e per cui il mare è un elemento importante per la cultura nipponica, tutte le studentesse solitamente hanno un vestito alla marinara che comprende una camicetta con laccio sul davanti e bottoni, una sottana a pieghe più o meno corta (solitamente arriva al ginocchio) e dei calzettoni bianchi. Non sappiamo per quale strana ragione, ma pare che gli uomini siano sessualmente attratti dalla figura della studentessa liceale tanto che si è formato un vero e proprio fenomeno (anche commerciale!) su questo genere particolare di erotismo. Alcune Joseito, di fatti, hanno approfittato di questa mania maschile per potersi sostenere meglio a scuola, concedendosi, tra le altre cose, alcuni sfizi in più; così, per acquistare il nuovo CD della band preferita o un rossetto cangiante di marca, la Joseito vende a questi “maniaci” alcune parti dei suoi indumenti che possono essere: la sottana, la camicia, la biancheria intima e molto altro ancora. Per rendere le cose più eccitanti, tra le altre cose, le studentesse fanno in modo che tutto il vestiario che mettono in vendita sia rigorosamente usato di modo che il “maniaco” possa sentire il profumo della ragazza su di esso. In altri casi, che forse sfociano in quella che noi chiamiamo pornografia, le Joseito si fanno fotografare nello stesso istante in cui si spogliano facendo intravedere il loro seno, le loro cosce ed anche, in casi limite, la loro intimità.

Vi sono, poi, anche delle Joseito che si prostituiscono (nel vero senso della parola), rimanendo una notte intera a fianco di un ragazzo o di un uomo e venendo pagate a fine serata. Il fenomeno è diffuso anche qui in Italia, ma non è comunque una realtà così tanto esplicita come in Giappone. Quando una Joseito rimane a fianco di un uomo molto più grande di lei e si concede solamente a lui senza mai tradirlo, allora si parla del fenomeno dell'Enjo Kosai. Letteralmente questa parola significa: “Andare a letto con una persona per avere un riscontro”. Tale riscontro solitamente è di ordine puramente economico, ma potrebbe anche essere diversamente (raccomandazione, protezione e molto altro ancora). E' bene specificare che quando parliamo di Joseito parliamo quasi sempre di ragazze minorenni. Qui in Italia avere una relazione sessuale con una ragazzina equivale a reato, in Giappone, invece, le cose stanno ben diversamente in quanto è possibile fare sesso con una tredicenne se questa si dichiara esplicitamente convinta e quindi consenziente alla relazione sessuale. Tale rapporto viene pagato moltissimo dagli uomini che darebbero di tutto pur di fare l'amore con una studentessa e per cui è grandissima fonte di guadagno per le Joseito le quali, nel caso dell'Enjo Kosai si fanno addirittura mantenere da un uomo (loro compagno e protettore) in cambio di tantissimi soldi! Spesso questo fenomeno è sotto banco e quindi la “coppia” si vede solo occasionalmente (tra le lezioni di mattina e quelle di pomeriggio)... ovviamente i genitori, se presenti (in Giappone spesso i genitori mandano a vivere da soli i figli fin da giovane età), non sanno assolutamente niente di tutto questo.
Non tutte le ragazze, però, sono così... esistono, di fatti, delle Joseito davvero molto lige al dovere e scrupolose (pare che in Giappone esistano solo due tipologie di giovani: quelle timide ed impacciate oltre ogni limite e quelle spregiudicate e sfacciate!). Il problema è che alcuni uomini trovano molto più eccitante la Joseito carina, ma casta, piuttosto che quella affascinante e disincantata. Dato, però, che una Joseito pura e candida non si concederebbe mai nemmeno per fare delle foto osé, esistono dei maniaci che si adoperano in arte di camuffamento per poter catturare le bellezze angeliche di queste Joseito. Tale fenomeno, poi, sfocia nel Kamera Kozo, ovvero in una sorta di paparazzi che mirano soltanto a fotografare l'intimo femminile di ragazze famose (riuscendoci totalmente – in tal caso si parla di Kamera Kozo che fa foto panmoro, oppure solo in parte – in tal caso si parla di Kamera Kozo che fa foto panchira).

E' curioso notare come questo fenomeno sia visto in maniera molto disinibita nella cultura orientale e, anzi... il Kamera Kozo spesso viene identificato come una figura “comica”, “farsesca” che si camuffa tipo ninja e si insinua nell'intimo universo femminile, sovente, però, andando in contro a tantissimi guai e grane (motivo di divertimento). E' un caso, ad esempio, del Kamera Kozo che si vede in I! My! Me! Starwberry Eggs! il quale è costretto spesso e volentieri ad essere colpito da una simpatica vecchietta che vuole impedirgli a tutti i costi di fargli scattare quelle foto.

Interessante è anche analizzare il fenomeno sempre più dilagante in Giappone delle Aidoru, ovvero delle Idol. Per Aidoru intendiamo, per l'appunto, tutte quelle ragazze famose e naturalmente sempre e solo affascinanti (non puoi fare questo lavoro se non lo sei!). Le Idol sono “tutto”: sono ballerine, cantanti, attrici, presentatrici e molto altro ancora... insomma, sono delle figure artistiche a tutto tondo, anche se, però, nella maggior parte dei casi la loro occupazione principale è quella di cantanti. Il fenomeno degli Idol è tanto esplosivo quanto di breve durata in quanto delle tantissime ragazze Idol, solo pochissime diventano delle figure professionali complete a tutto tondo. Non è difficile immaginare come il termine Idol si allacci con straordinaria facilità a quell'universo erotico nipponico di cui parlavamo prima. Dato che le Idol sono pronte a tutto pur di raggiungere successo e fama, spesso e volentieri si concedono per calendari osé, per scatti di nudi integrali su riviste e molto altro ancora. Non tutte le Idol, comunque, calcano le scene di un qualsiasi tipo di prodotto a carattere pornografico, una parte di loro, di fatti, si impegna anima e corpo per raggiungere la gloria senza scendere a compromessi. In ogni caso, purtroppo, anche in tal caso i maniaci, con un attento lavoro di foto ritocco, sono capaci di spogliare completamente una Idol seria (possiamo vedere una cosa del genere anche nel fumetto di I”S, dove uno studente mostra al fidanzato della di lei Idol, la foto ritoccata della sua ragazza suscitando nel poveretto un grande sgomento!).

* I protagonisti delle immagini pubblicate sono rigorosamente maggiori di anni 18



























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